Venerdì 26 febbraio 2016

Giuseppe O. Longo

Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Trieste

 

Dal 1975 ha ricoperto la cattedra di Teoria dell’informazione alla Facoltà d’Ingegneria dell’Università di Trieste. Collocato in pensione il 31 dicembre 2009, è stato nominato professore emerito di Teoria dell’informazione.

Ha introdotto in Italia la teoria dell’informazione. Ha svolto ricerche sulla teoria delle reti, sulla teoria dei codici algebrici e sulla teoria dell’informazione (in particolare sulla codifica di sorgente). Ha pubblicato numerosi articoli specialistici su riviste italiane e internazionali, un manuale di Teoria dell’informazione (Boringhieri, Torino, 1980) e diversi volumi su argomenti avanzati.
Ha presentato relazioni scientifiche a numerosi congressi nazionali e internazionali, ha insegnato e fatto ricerca presso diverse università europee, americane e asiatiche. Fa parte del comitato di redazione di alcune riviste specialistiche italiane e straniere. Per molti anni è stato recensore per “Mathematical Reviews” e per “Zentralblatt für Mathematik”. Presso il “Centre International des Sciences Mécaniques” (CISM) di Udine ha organizzato, dal 1969 al 1990, molti corsi e scuole estive, soprattutto sulla teoria dell’informazione e dei codici, curando la pubblicazione degli atti per conto della Springer-Verlag di Vienna e New York.

Ha ricoperto vari incarichi per conto dell’Università di Trieste, recandosi in diversi Paesi esteri per stabilire relazioni e contatti scientifici.
E’ socio effettivo dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e socio corrispondente non residente dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. E’ socio dell’Associazione Elettrotecnica ed Elettronica Italiana e del Centro Studi Martino Martini di Trento.

Attualmente si occupa soprattutto di epistemologia, di intelligenza artificiale, di problemi della comunicazione e delle conseguenze sociali dello sviluppo tecnico, in particolare di roboetica, pubblicando articoli su riviste specializzate e svolgendo un’intensa attività di conferenziere. Su questi temi ha tenuto numerose relazioni, ha partecipato a convegni e congressi e ha pubblicato i saggi:
– “Il nuovo Golem: come il computer cambia la nostra cultura” (Laterza, 1998, 4a edizione 2003),
– “Homo Technologicus” (Meltemi, Roma, 2001, 2a edizione 2005),
– “Il simbionte: prove di umanità futura” (Meltemi, Roma, 2003),
– “Il senso e la narrazione (Springer Italia, 2008) e
– “Il gesuita che disegnò la Cina – La via e le opere di Martino Martini (Springer Italia, 2010).
Ha diretto il settore “Linguaggi scientifici e letterari” del Laboratorio interdisciplinare della International School for Advanced Studies (SISSA) di Trieste.
E’ stato traduttore per le case editrici Boringhieri e Adelphi (15 libri dall’inglese e dal tedesco, tra cui opere di Gregory Bateson, Marvin Minsky, Douglas Hofstadter, Iräneus Eibl-Eibesfeld) e nel 1991 ha vinto il premio “Monselice” per la traduzione scientifica.
Ha collaborato, fra l’altro, ad alcune grandi opere dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Collabora al “Corriere della Sera”, “Avvenire”, “Kos”, “Rivista dei libri”, “Technology Review”, ”Letture”, “Oikos”, “Prometeo” e con Rai e Radio della Svizzera Italiana. Ha collaborato a “Pluriverso” e per oltre vent’anni a “Le Scienze”.

All’attività scientifica affianca l’attività narrativa e drammaturgica, pubblicando su riviste letterarie tra cui “Il banco di lettura”, “Linea d’ombra”, “Nuovi argomenti”, “Resine”, “Il racconto”, “Tratti”, “Open City”. Nel 1998, nel 2000 e nel 2003 la RAI ha mandato in onda tre cicli di radiodrammi originali.
Nel maggio 1999 è andato in scena a Trieste il suo dramma teatrale “Il cervello nudo”, nel 2001 e nel 2008 il dramma “Lo spinato dev’essere grande” e nel 2006 il monologo “Ma che Australia d’Egitto!”.
Nel maggio 2007 la Triennale di Milano ha messo in scena quattro suoi drammi di teatro scienza, dedicati a Lucrezio, Pascal, Babbage e Einstein, replicati anche a Trieste e Perugia.
Nel dicembre 2007 ha rappresentato a Trento il dramma “Il mandarino di Dio”.
Nell’aprile 2008 ha rappresentato a Trieste il dramma “Un trapianto molto particolare”.
Da molti anni tiene un corso di “Tecniche narrative e di scrittura” al Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste.


Il complicato rapporto tra discreto e continuo, tra software e hardware, tra materia e informazione viene scandagliato fino a prospettare la vertiginosa possibilità che l’Universo sia un computer che calcola agevolmente il proprio stato come un immenso automa cellulare: e di questo computer cosmico fanno parte, come sottosistemi calcolanti piccoli e grandi, tutte le cose, dalle rocce alle persone, alle società, agli stessi calcolatori elettronici. Da questo quadro nasce anche una nuova visione di Dio: il Grande Orologiaio è diventato il Grande Programmatore. Dall’incontro di un teorico dell’informazione con un filosofo è nata un’opera capace di raccogliere le intuizioni scaturite dalle menti più creative della scienza del computer, renderle accessibili, svelarne il senso profondo, connetterle in una trama esplicativa fino a tratteggiare la nascente sintesi che porta il nome di “filosofia digitale”.

Letture per approfondire…

Bit Bang - La nascita della filosofia digitale

di Giuseppe O. Longo – Andrea Vaccaro Apogeo, 2013    

L'informazione

di James Gleick Feltrinelli, Milano 2015

Il programma dell'universo

di Seth Lloyd Einaudi, Torino 2006

Potete scaricare le slides della serata da questo Link

Ecco una galleria di immagini della brillante serata da tutto esaurito che il professor Longo (che si è dimostrato grande divulgatore e uomo di teatro), ha saputo regalarci. Un successo del Guanxinet e de “la Via delle scienze”, ancora una volta insieme.