Mercoledì 11 marzo 2020

Marco MALVALDI

(Scrittore, Chimico, etc.)

 

È nato a Pisa il 27 gennaio (stesso giorno di Mozart, Mordecai Richler, Lewis Carrol e Lando Fiorini) nell’anno 1974, e ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda. E’ sposato ed ha un figlio.
Marco è un tipo eclettico, e sa fare male parecchie cose: dopo la laurea in chimica, e contemporanei studi di conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico professionista. La critica lo ha stroncato presto. Il pubblico, al contrario, non lo ha mai giudicato: fortunatamente, non era mai lì quando cantava.
Sul fronte universitario non è andata molto meglio: nessun lamento, c’era semplicemente gente più brava di lui.
Appesa l’ugola al chiodo, e messo in un cassetto chiuso male il mestiere di chimico, nel frattempo ha provato a scrivere un libro. E lì, per fortuna, sembra andare meglio: ha pubblicato (sempre con Sellerio editore) varî gialli ambientati in un bar frequentato da vecchietti in Toscana (La Briscola in Cinque(2007), Il gioco delle tre carte(2008), Il re dei Giochi(2010), La carta più alta (2012), Il telefono senza fili (2014), La battaglia navale (2016) e A bocce ferme (2018)). Nel 2011 è uscito Odore di Chiuso, il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Nel 2012, infine, si è reso responsabile di Milioni di Milioni, nel 2013 di Argento Vivo, e di vari altri libri di narrativa, anche se non necessariamente di letteratura.
Nel 2019, ha pubblicato sempre per Sellerio Vento in scatola, un romanzo di ambientazione carceraria scritto insieme a Glay Ghammouri, attualmente detenuto a Volterra, suo allievo durante un corso di scrittura creativa tenuto nel carcere di Pisa.
Oltre ai romanzi, Marco coltiva la passione per la divulgazione scientifica: nel 2014 sono usciti per Laterza Capra e calcoli (con Dino Leporini), sulla nascita e lo sviluppo delle simulazioni al computer. Con Rizzoli vari libri di divulgazione tra cui il meno riuscito è senza dubbio Per ridere aggiungere acqua (2018), un piccolo saggio su alcuni aspetti dell’umorismo e del linguaggio.
Con Samantha Bruzzone, moglie e corresponsabile di gran parte della produzione, ha pubblicato Leonardo e la Marea, libro per bambini sulla gravità illustrato da Desideria Guicciardini. Per Laterza è uscita recentemente la sua quasi-guida di Pisa Scacco alla Torre, e per Raffaello Cortina L’Architetto dell’invisibile, una guida al pensiero chimico.
Non contento di ciò, Malvaldi ha ritenuto opportuno darsi anche al teatro, firmando in collaborazione con Samantha L’infinito tra parentesi, per la regia di Piero Maccarinelli, che ha esordito al Mittelfest 2019 con l’interpretazione di Maddalena Crippa e Giovanni Crippa.
Insomma, ormai è convinto di poter fare tutto da solo, e sarebbe ora che qualcuno gli dicesse di darsi una calmata.

 

 

“Stefano MARMI

(Scuola Normale Superiore, Pisa)

 

È professore ordinario di Sistemi Dinamici, (raggruppamento disciplinare Fisica Matematica) presso la Classe di Scienze, Scuola Normale Superiore di Pisa.

“Sono un matematico, anche se da ragazzo volevo diventare un astronomo e all’università (a Bologna, la mia città) ho studiato fisica. Dopo essere stato ricercatore a Firenze e professore a Udine, dal 2003 insegno alla Scuola Normale di Pisa. Mi occupo soprattutto di sistemi dinamici, ovvero di quella disciplina matematica che studia come le cose (il sistema solare, una popolazione di topolini, la velocità del vento, il prezzo di un titolo azionario, ecc.) evolvono nel tempo. Mi interesso anche delle applicazioni della matematica e da un po’ mi occupo di finanza matematica. Grazie alla Scuola Normale e alla qualità dei collaboratori, il nostro gruppo di ricerca ha ricevuto importanti finanziamenti dall’industria finanziaria (in primo luogo da UniCredit). L’interazione con l’industria mi ha fornito negli ultimi anni idee e stimoli ben oltre le mie più ottimistiche aspettative.
Credo che la matematica sia un vantaggio evolutivo dell’uomo e fornisca un linguaggio incredibilmente utile (ed elegante) per parlare del mondo che ci circonda e, quando è possibile, cambiarlo. Nella mia vita ho avuto la straordinaria buona sorte di conoscere e collaborare con persone molto più brave di me che mi hanno insegnato quasi tutto quello che so. Così ho imparato che fare ricerca vuol dire cercare di muovere qualche passo nell’ignoto e prendersi dei rischi. Per me un buon ricercatore, qualche volta, può anche fallire.

     

    Abstract


    Quante volte una dimenticanza o un impercettibile ritardo nel compiere un’azione hanno conseguenze importanti o addirittura drammatiche? È ciò che i matematici chiamano caos, un concetto che ha un’origine assai remota nel pensiero umano, condizione della bellezza della natura per i filosofi presocratici, forza speculare all’armonia nel taoismo. Il libro racconta il cammino che ha portato i matematici a formulare la teoria del caos per individuare l’origine dell’incertezza e del caso che ritroviamo in moltissimi sistemi naturali e sociali.