Giovedì 04 novembre 2021

Tema : medicina

Alberto MANTOVANI

(Humanitas University)

 

Alberto Mantovani, milanese, medico, è professore emerito presso Humanitas University, e direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti, ed è stato capo del Dipartimento di Immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico sia formulando nuovi paradigmi sia identificando nuove molecole e funzioni. È il ricercatore italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

 

Abstract


Negli ultimi anni il sogno dei padri della Medicina, utilizzare le armi del sistema immunitario contro il cancro, sta diventando realtà..
Nella lotta ai tumori le terapie immunologiche si sono affiancate con successo alle strategie tradizionali come chirurgia, radioterapia, chemioterapia e terapie mirate, rivoluzionando la cura. Gli anticorpi, da soli e combinati con i chemioterapici, molecole che tolgono alle nostre difese i “freni molecolari” che il tumore attiva, le terapie cellulari. Infine, i vaccini: quelli preventivi sono già realtà, quelli terapeutici una speranza su cui si lavora in tutto il mondo.

La cosiddetta immunoterapia si fonda su un cambiamento di paradigma: il riconoscimento, come caratteristiche peculiari del tumore, della capacità di sfuggire alle difese immunitarie e di creare attorno a sé un microambiente infiammatorio. Con la conseguente scoperta di molecole fondamentali per lo sviluppo del cancro.

Ma non possiamo e non dobbiamo essere soddisfatti. Abbiamo ancora molto da fare per sfruttare al meglio l’enorme potenziale delle terapie immunologiche.  Contro il cancro ma non solo. Il sogno, ora, è trovare nuove armi sempre più efficaci, ma anche coniugare l’avanzamento tecnologico – diagnostico e terapeutico – con la sostenibilità: le terapie innovative hanno spesso un costo elevato: poter predire quali pazienti ne beneficino permette di mirarne l’utilizzo, così da continuare a offrire a tutti le cure migliori. Un’altra sfida, un altro sogno, è capire – e plasmare – la risposta immunitaria contro COVID-19. Infine, ma non ultima, la condivisione delle terapie più nuove ed efficaci, a livello mondiale. A beneficio della salute di tutti.