Venerdì 5 aprile 2019

Cecilia Laschi

Scuola Superiore di S.Anna

 

Cecilia Laschi è Professore Ordinario di Bioingegneria Industriale all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. E’ delegato del Rettore alla Ricerca. Si è laureata in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa nel 1993 ed ha ottenuto il Dottorato di Ricerca in Robotica dall’Università di Genova nel 1998. Dal luglio 2001 al giugno 2002 è stata visiting researcher allo Humanoid Robotics Institute della Waseda University di Tokyo, con una borsa di studio JSPS (Japan Society for the Promotion of Science).

I suoi interessi di ricerca riguardano la biorobotica e attualmente le sue ricerche riguardano la soft robotics, ovvero l’uso di materiali soft per costruire robot, settore che ha iniziato e contribuito a far sviluppare a livello internazionale. Ha svolto e svolge ricerche nell’ambito della robotica umanoide, in particolare con l’applicazione di modelli neuroscientifici su robot e una linea di ricerca attuale riguarda la bioingegneria del neurosviluppo, e cioè la progettazione e la realizzazione di dispositivi, tipicamente giocattoli, sensorizzati per il monitoraggio dello sviluppo neuro-motorio dei neonati.

Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca a livello nazionale ed europeo e ha coordinato l’IP OCTOPUS, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma ICT-FET (2009-2013), che ha dato avvio alla soft robotics, e coordina attualmente in quest’area la Coordination Action RoboSoft, finanziata dal programma ICT-FET Open.

Cecilia Laschi è socio fondatore della società RoboTech srl, spin-off accademica della Scuola Superiore Sant’Anna, nel settore della robotica di intrattenimento e didattica, o edutainment.

 

Abstract


Pensate a un robot che conoscete, e poi pensate a un polpo. Che cosa hanno in comune? Molto poco, a prima vista, ma in realtà molto più di quello che pensate. Le differenze tra di loro sono evidenti: il polpo si muove con disinvoltura nell’acqua, camminando sulle rocce e nuotando; il robot è rigido e fa fatica a camminare all’aperto o a salire delle scale. E’ per questo che un polpo può insegnare molto ai robotici. Può insegnare come muoversi senza scheletro e come usare molti arti con un cervello relativamente piccolo. Ed è così che un polpo ha portato una piccola grande rivoluzione in robotica, facendola diventare soft, morbida. La robotica soft è una delle sfide attuali in robotica, che mette insieme ingegneria e biologia, per realizzare robot al sevizio dell’uomo e del pianeta.

Ecco alcune delle foto della serata, ancora una volta grazie all’amico Gianpietro Bevilacqua.

Ecco il video della serata con Cecilia Laschi, alla scoperta delle nuove forntiere della robotica soft