Alessandro Omizzolo

SPECOLA VATICANA – ISTITUTO NAZIONALE DI ASTROFISICA

Laureato in Astronomia a Padova nel 1982, ordinato sacerdote nel 1987. Ministero pastorale con gli studenti universitari dal 1987 fino al 1998. Dal 1998 membro dello staff della Specola Vaticana si è occupato prima di quasars e ora di ammassi di galassie; per la Specola Vaticana lavora in un gruppo di ricerca internazionale(WINGS) con sede presso l’Osservatorio Astronomico di Padova dell’INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica). Si occupa inoltre della conservazione e digitalizzazione dell’archivio fotografico astronomico della Specola Vaticana. Si interessa anche del rapporto scienza-fede e della divulgazione dell’astronomia.

 


La cosmologia è la affascinante scienza dell’Universo, nella sua evoluzione dai primi istanti della sua esistenza, circa 14 miliardi di anni fa, fino ai nostri giorni e, in prospettiva, anche oltre.

Le domande che uno scenario così vasto pone all’umanità sono millenarie, e intrecciano quasi involontariamente nella nostra mente il destino del cosmo e quello dell’uomo: il nostro Ospite di questa sera, nel suo ruolo di astronomo e di uomo di fede ci parlerà della doppia prospettiva nella quale ha sempre affrontato queste domande, e ci spiegherà perché non trova contrasti tra le due chiavi di lettura del mondo che guidano la sua vita di scienziato e di sacerdote.

 

Alcune immagini della serata

Una vertiginosa e straordinaria prospettiva storica, che ci ha portato lungo l’evoluzione del nostro Universo conosciuto, è stata il tema della prima parte della serata; seguita da una seconda, nella quale don Alessandro ci ha descritto la sua visone del rapporto tra Fede e Scienza: due campi della continua ricerca umana di spiegazioni e di un significato, senza reali motivi di conflitto perchè del tutto distinti nei rispettivi ambiti di indagine.

Letture per approfondire…

Viandanti dell'Universo

di V.George Coyne – Alessandro Omizzolo

Mondadori, Milano 1999

Il volume indaga sul miracolo della vita nel cosmo, sulle nostre origini chimiche e sulla fede nel Dio personale.

Dall'eternità a qui

di Sean Carroll

Adelphi, Milano 2010

Uno dei più brillanti fisici della nuova generazione delinea un nuovo, sorprendente approccio allo studio dell’universo, interamente fondato sulla caratteristica più ovvia e insieme enigmatica del tempo: il fatto di avere una direzione. Ma il dilemma della freccia del tempo non inizia con telescopi giganteschi o potenti acceleratori di particelle. Si presenta in cucina ogni volta che rompiamo un uovo in padella: possiamo trasformare l’uovo in una frittata, ma non la frittata in un uovo. Eppure, nel bizzarro mondo quantistico, che soggiace agli stessi fenomeni, il tempo è reversibile, e la catena degli eventi può essere percorsa a ritroso. La contraddizione insita in questa semplice, umile rottura di simmetria apre lo spiraglio per arrivare a comprendere i misteri del nostro universo – e di altri ancora. La freccia del tempo puntata risolutamente dal passato al futuro, spiega Carroll, deve la sua esistenza a proprietà dello spazio-tempo che precedono lo stesso Big Bang questione che non si poneva ai tempi di Einstein. A conclusione di un’ampia esplorazione dei risultati e dei problemi della termodinamica, della relatività e della meccanica quantistica, egli suggerisce dunque che il nostro universo faccia parte di un multiverso, una grande famiglia di mondi, in alcuni dei quali altri esseri umani sperimentano lo scorrere del tempo in direzione opposta, e una diminuzione dell’entropia – il che ci riconduce al grandioso paesaggio cosmico di Susskind.

La mente di Dio

di Paul Davies

Mondadori, Milano 2010

Chi o cosa ha dato origine all’intero universo? Che cosa ne causerà invece la distruzione? Che cos’è la materia? Che cos’è la mente? Può qualcosa di noi sopravvivere alla morte? Che cosa sono tempo e spazio? Esiste un Dio ordinatore di tutto il cosmo? Il fisico teorico Davies intende dimostrare in questo saggio che a tali eterni quesiti oggi la scienza può trovare una risposta convincente.

Qualcosa anzichè il nulla

di Mario Novello

Einaudi, Torino 2011

Alla sua nascita la scienza si impose volontariamente dei limiti ben chiari. Galileo e i pionieri dell’indagine scientifica decisero di prendere in considerazione solo i fenomeni direttamente quantificabili, quelli per cui era possibile mettere in opera un’analisi formale ed empirica controllabile. La fisica classica si occupava quindi di quel che “c’era” e sospendeva il giudizio su ciò di cui non poteva parlare, a partire dal vuoto, concepito come l’assenza di materia, il nulla, il non essere. Soltanto nel Novecento, con la meccanica quantistica, il vuoto diventa un “oggetto” fisico con proprietà specifiche e controintuitive, un oceano in continua ebollizione pullulante di particelle virtuali, la trama attiva del mondo. Coniugando queste idee a quelle della relatività generale, la cosmologia ha infine preso su di sé un compito assai più vasto rispetto a quello iniziale di indagare l’infinitamente lontano, nello spazio e nel tempo. Nel suo affascinante percorso la ricerca cosmologica è giunta non soltanto a ripensare i fondamenti della fisica, ma anche a invadere il campo della speculazione filosofica, proponendo strade differenti da quelle tradizionalmente battute. Al punto che la domanda centrale della metafisica, che dà il titolo a questo libro – “Perché esiste qualcosa anziché il nulla?” – è divenuta anche la domanda centrale della cosmologia contemporanea.