Martedì 6 marzo 2018

Andrea Marin

Università di Venezia Ca’ Foscari

 

Dal 2011 è ricercatore a tempo indeterminato presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e nel 2013 è stato nominato coordinatore del Centro di Ricerca Acadia del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica.

Andrea Marin ha diverse collaborazioni internazionali testimoniate da pubblicazioni i cui coautori provengono da istituzioni di ricerca rinomate a livello internazionale (Imperial College, University of Oxford). E’ autore di numerose pubblicazioni su journal di rilievo internazionale (Performance Evaluation, Journal of System and Software, Natural Computation, Europen Journal of Operations Research) e congressi di rilievo internazionale presso i quali per quattro volte ha conseguito il premio per miglior articolo presentato (EUROSIS/ESM 2009, SCS/ASMTA 2010, ICST/VALUETOOLS 2011, IFIP/WIRELESS DAYS 2011). Nel 2012 l’articolo presentato a MASCOTS è stato segnalato tra i tre migliori interventi della conferenza.

È anche revisore stabile per diverse riviste internazionali (Performance Evaluation, Theoretical Computer Science, The Computer Journal, IET Software) ed è stabilmente parte del program committee di congressi internazionali (ASMTA, PASM, Wireless Days). E’ stato program chair dell’Industrial Simulation Conference 2011, ASMTA 2011 e general chair di EPEW 2013.


La capacità di esprimersi tramite un linguaggio comune rappresenta una caratteristica peculiare degli animali sociali dotati di intelligenza. Nel corso dei millenni, l’essere umano ha saputo sviluppare una grande quantità di linguaggi che rappresentano una ricchezza per il genere umano. Si tratta di linguaggi naturali che spesso ammettono ambiguità nel significato di ciò che vogliono trasmettere e che risultano inadatti a quei domini dove invece l’univocità del significato è fondamentale: l’informatica per esempio, ma anche la matematica. Per programmare un computer, si usa un linguaggio non ambiguo, appunto. In questo incontro, parleremo delle possibilità  per un computer di riconoscere il significato di un linguaggio “umano”, e quindi di tradurre passando da una lingua ad un’altra, di ricevere ordini e persino d sviluppare una lingua autonoma completamente nuova. Per farlo ci addentreremo in quell’ambito dell’informatica chiamato “Machine Learning”, cioè l’apprendimento automatico da parte di macchine, vedremo quali sono i limiti e i vantaggi rispetto ad altri approcci alla rappresentazione dell’informazione, e toccheremo l’affascinante mondo (caro anche a molti scrittori di fantascienza) dell’Intelligenza Artificiale.

Il confronto con i successi nella capacità, da parte delle macchine, di interpretare il linguaggio umano (pur senza comprenderlo) ci ha regalato momenti di grande interesse (e di qualche inquietudine ….)

Ecco alcune tra le più belle foto della serata, ancora una volta dovute all’amico Gianpietro Bevilacqua.

 

 

Una serata di scienza particolarmente stimolante, dove i metodi del ragionamento scientifico sono stati dispiegati alla ricerca della possibile “comprensione” del linguaggio naturale da parte di un computer. Ecco il video della conferenza di Andrea Marin: